Arte: Periodo Arcaico

Di Redazione Studenti.

Le più antiche civiltà della Grecia sono poco note: le generalità

Arte
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- Dal IV sec. ai primi del '900: un Panorama Stilistico
- L'Arte Neogreca: Vecchie e Nuove Avanguardie
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GENERALITÀ
L'arte greca, che ha affrontato e risolto, in un'evoluzione dinamica e in una sempre maggiore varietà di forme, i problemi artistici più importanti, quali anzitutto la costruzione organica della figura umana nello spazio e l'equilibrata aderenza tra l'immagine artistica e la realtà, ha influenzato più o meno profondamente quella di tutte le popolazioni con cui venne a contatto (arte etrusca e italica, gallica, iberica, punica, in Occidente; arte scitica del Mar Nero; arte della Battriana e della Commagene, sino all'arte indiana del Gandh a ra in Oriente) e costituisce il fondamento non solo dell'arte romana (insieme alla quale forma l' "arte classica") ma anche – in modo più o meno evidente nei diversi periodi storici – di tutta l'arte europea: da ciò la sua importanza eccezionale.





IL PERIODO ARCAICO
Le culture neolitiche tessaliche di Sesklo e di Dimini hanno ceramica dipinta a bande e linee parallele spezzate e ondulate e idoletti steatopigi in pietra e terracotta (Musei di Atene e Volo). Nei villaggi fortificati ma senza particolare assetto urbanistico è già riconoscibile il caratteristico mégaron rettangolare. Nell'Età del Bronzo (III-II millennio a. C.), mentre a Creta fioriva la grande civiltà minoica, nelle isole dell'Egeo si sviluppava la civiltà cicladica e nella G. continentale quella elladica.
Il complesso archeologico più noto della civiltà cicladica è quello di Filacopi nell'isola di Milo, con tre cittadelle successive. Caratteristici sono gli idoli di marmo di Paro e di Nasso che riproducono la figura umana in un'originale, stilizzatissima interpretazione (Atene, Museo Archeologico Nazionale). La civiltà elladica è attestata da molti ritrovamenti in Attica, nel Peloponneso (Lerna presso Argo; Asine presso Epidauro) e soprattutto a Orcomeno di Beozia, capitale dei Minii.
Minia è chiamata la caratteristica ceramica monocroma imitante prototipi metallici (minio grigio, o anche rosso e giallo) che è stata collegata con l'arrivo, verso il 1900 a. C., di nuove popolazioni di origine anatolica parlanti un dialetto indeuropeo da cui sembra derivare la lingua greca.
Il periodo tardo-elladico èquello della civiltà micenea, conosciuto anche dai poemi omerici. Ampiamente diffusa in tutta la G. (Arne nell'isola di Gla in Beozia; Asine presso Epidauro; Midea presso Argo; Pilo nella Messenia; la stessa Acropoli di Atene), ha i suoi monumenti più significativi nei grandi palazzi fortificati di Micene "ricca di oro", e di Tirinto "murata", mentre le oreficerie e le altre suppellettili preziose sono raccolte oggi soprattutto nel Museo Archeologico Nazionale di Atene.
Dopo il crollo della civiltà micenea, conseguente alla cosiddetta invasione dorica (1200 a. C.), l'arte submicenea è attestata da modesta ceramica e da poche figurine di animali in terracotta o bronzo.
Fu solo dopo il 1100 a. C. che nuove forme decorative, esasperatamente rettilinee, sostituirono l'ornato curvilineo miceneo dando origine allo stile protogeometrico, che si considera convenzionalmente la prima manifestazione dell'arte greca, e per arte greca s'intende l'arte prodotta da popolazioni parlanti il greco non solo in G. e nelle isole dell'Egeo, ma anche nelle colonie greche dell'Asia Minore, del Mar Nero, dell'Italia merid. (Magna Grecia) e, dopo Alessandro Magno, in tutti i territori ellenizzati dell'Asia anteriore e del bacino del Mediterraneo. Culla della nuova arte fu l'Attica, dove lo stile si sviluppò con una sempre maggiore armonia tra forma e decorazione.
Lo stile geometrico vero e proprio, che raggiunse la sua maggior perfezione nel sec. VIII a. C., introdusse anche la figura umana severamente stilizzata. Poche le statuette di terracotta e le figurine bronzee di guerrieri (Museo di Olimpia) raffiguranti la più antica immagine di Zeus. Alla fine del sec. VIII si ebbe il passaggio dalla ceramica tardogeometrica a quella protoattica, che riservò sempre maggiore spazio alla figura umana, in scene mitologiche derivanti forse da pitture.
Sorsero intanto nuove fabbriche a Corinto i cui vasi, protocorinzi e poi corinzi, conquistarono nel sec. VII i mercati non solo della G. ma di tutto il Mediterraneo e furono anche abbondantemente imitati (ceramica etrusco-corinzia). Nello stesso secolo la G. importò oreficerie e oggetti preziosi dall'Oriente e impiegò e assimilò nelle sue decorazioni schemi e motivi orientali come rosette, palmette, fiori di loto, teorie di animali reali o fantastici (ceramica corinzia; ceramica orientalizzante di Rodi e altre isole egee; oreficerie di Rodi).
Del sec. VII sono i più antichi esempi di scultura greca dello stile detto dedalico, dal nome del leggendario artista cretese; a Creta se ne hanno importanti esempi nelle rigide e astratte sculture dei templi di Priniás, la cui pianta bipartita ricorda il mégaron miceneo. Dalla metà del sec. VII l'arte della G., concluso il suo periodo di formazione, presentò uno sviluppo razionale e organico in tutte le sue manifestazioni (solo la pittura è quasi tutta perduta).