L'apprendistato può valere come un anno di scuola

Di Barbara Leone.

In discussione un emendamento al disegno di legge Lavoro secondo il quale l'apprendistato può essere equiparato ad un anno di scuola: se approvato, gli studenti potranno smettere di studiare a 15 anni

E' polemica per un emendamento del disegno di legge Lavoro approvato questa mattina dalla Commissione Lavoro della Camera. L'emendamento stabilisce che l'apprendistato può essere considerato come un anno di scuola. Quindi se verrà confermato, i giovani che non hanno voglia di studiare potranno lasciare la scuola a 15 anni, un anno prima dell'obbligo scolastico fissato a 16 anni. A 15 anni gli studenti potranno quindi lasciare la scuola ed andare a lavorare come apprendisti presso un'azienda.

Secondo Giuseppe Fioroni, ex Ministro dell'Istruzione, "la maggioranza e il ministro Sacconi hanno deciso di fare carta straccia dell'obbligo scolastico. E' inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, qui si decida di fare un salto all'indietro così macroscopico".

Per Antonio Rusconi, componente della commissione Cultura di Palazzo Madama, "si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di più dai livelli dell'istruzione previsti dal trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del governo del centrosinistra, ovvero l'obbligo all'istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola. Di fatto il governo Berlusconi sembra orientare la scuola e la società italiana verso indirizzi 'classisti', la serie A dei licei, la serie B degli Istituti tecnici, la serie C dei professionali, e ora per qualcuno, subito dopo la terza media, l'idea di andare subito al lavoro".

Anche per Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, questo "è l'ultimo atto dello smantellamento di un vero obbligo scolastico. Siamo decisamente contrari. Prevedere questo significa mettere in discussione l'essenza stessa dell'obbligo scolastico che va assolto nei percorsi di istruzione e formazione, e non attraverso l'apprendistato che nella maggior parte dei casi si traduce in un lavoro vero e proprio dove di apprendimento c'è ben poco".

Anche Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, esprime dubbi sull'emendamento: "L'emendamento sull'apprendistato approvato dalla commissione Lavoro della Camera, in modo frettoloso e senza nessuna consultazione delle parti sociali, deve essere corretto prima dell'approvazione in Aula del ddl lavoro prevista per la prossima settimana. In particolare va attentamente valutato il rischio di un conflitto tra norme, stante la vigente legge 296/06 che fissa l'obbligo di istruzione a 16 anni, che porterebbe alla paralisi operativa". Secondo la Cisl, l'apprendistato deve essere rilanciato "per aiutare concretamente l'occupazione dei giovani", ma questo deve essere fatto "in collegamento con percorsi di istruzione e formazione professionali nei quali, come previsto dalla legge, si assolva all'obbligo di istruzione".