Un'insolita professione: L'apicoltore

Di Marta Ferrucci.

Dai un taglio ai grigi uffici per una professione all'insegna della natura e del relax

è una creazione di Marta Ferrucci

Basta computer, basta smog ed inquinamento elettromagnetico: meglio trasferirsi in campagna, magari per fare l'apicoltore. Questo mestiere, infatti, é più diffuso di quanto si creda e le possibilità di crescita sono ancora molte, grazie all'ampio consumo che si fa di questo prodotto, sia nel nostro paese che nel resto del mondo. In Europa, con la produzione di 30 diversi tipi di miele, ci collochiamo al terzo posto; in Italia, infatti, ci sono circa 75.000 apicoltori che gestiscono un milione di alveari.

Quanto costa avviare questa attività? Pochissimo. Uno sciame costa tra le 100 e le 150 mila lire; ha lo stesso prezzo anche la cassetta per le api completa di tutti gli accessori.

Più caro, ma comunque accessibile, é il prezzo del materiale per il laboratorio di smielatura e confezionamento (intorno ai 2 milioni), che deve rispettare la normativa HACCP sui prodotti alimentari.
La produzione si attiva in primavera e, dopo l'estate, si entra a pieno regime. Il miele, che non dovrà essere venduto sotto le 10.000 lire al Kg, non é l'unico prodotto che venderà l'apicoltore: ci sono anche altri prodotti provenienti dall'alveare come la cera, il polline, la gelatina reale, la propoli, tutti richiestissimi dal mercato dei naturalisti.
In questo lavoro, però, come tutti quelli che si svolgono in campagna seguendo il ciclo delle stagioni, non bisogna avere fretta perchè alla fine il mercato premia la qualità e la capacità di saper diffondere il proprio prodotto.

Come si impara questo mestiere? Per imparare ci sono i manuali, ma è sempre meglio l'esperienza sul campo che si acquisisce "facendosi adottare" da un apicoltore anziano che potrà introdurre il giovane ai segreti della professione.
...e la CEE vi finanzia! Il regolamento CEE 22/'97 rende disponibile qualunque tipo di finanziamento per l'apicoltura (formazione professionale, impollinazione delle colture...) a patto che gli interventi adottati siano compartecipati al 50% dall'amministrazione nazionale competente.
Maggiori informazioni si possono ottenere presso la Federazione Apicoltori Italiani, con sede a Corso Vittorio Emanuele 101, 00186 Roma. Telefono: 06-6877175, fax: 06-6852287, e-mail: federapi@tin.it.