Orale maturità: tra ansia, paura e scena muta

Di Redazione Studenti.

Come stanno andando gli orali? Non tutti riescono a tenere lontano ansia da prestazione, paura e stress e così, il colloquio di maturità, per qualcuno diventa un incubo. E il voto anche

ORALE MATURITA'

Sveglia all'alba, rush di studio finale, magliette bagnate dal sudore, voti urlati all'uscita in un rito di liberazione. L'orale di maturità è questo ma per qualcuno è anche ansia, stress e paura al punto tale da restare bloccati e non riuscire a dire nulla, a raccontarsi, a parlare. Perchè non siamo tutti uguali e c'è chi - difronte alla commissione - si blocca, non riesce a spiccicare parola e rende molto meno di quella che è stata la sua preparazione, il rendimento agli scritti, l'andamento degli ultimi 5 anni.
E allora che succede? Succede che si prende poco sopra la sufficienza ma si sa di non valere quel voto. Ci si arrabbia per l'ansia esagerata, probabilmente immotivata perchè in fondo è solo un'interrogazione come decine di altre prima di questa. Qualcuno ci resta male perchè si sarebbe aspettato un aiuto in più dai commissari interni, quei professori che ti conoscono da 5 anni e sanno che non vali così poco.
Dagli orali di questi giorni arrivano anche storie così.

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ORALE MATURITA' L'ANSIA CHE BLOCCA

Ho sempre temuto il 60 ma non ho mai puntato al 100. (...) Ho studiato tanto e la mattina a scuola ero tranquilla. Anche quando sento il mio nome ed entro. E' solo a quel punto che mi cade il mondo addosso. Vero e proprio panico al punto di non riuscire a stare in piedi. Inizio con la tesina e penso di aver rotto il ghiaccio, di aver superato il momento peggiore e invece no. Quando mi siedo sento che mi viene da piangere. Vedo i prof come dei mostri e mi blocco, non riesco più a parlare. La prima domanda arriva da inglese (interna) ma non mi chiede quello che mi aveva detto pochi giorni prima della fine della scuola. A questo punto il panico si moltiplica e l'orale diventa un mix di cose dette male o a metà. Sono uscita con 67, con una rabbia e un dolore difficili da tenere dentro. Ho visto gente rimandata ogni anno uscire con pochi punti meno di me, persone che non dovevano essere ammessi prendere un voto più alto di me al l'orale, scansafatiche che sono riusciti a parlare meglio di me uscire con voti più alti dei miei. Non è giusto studiare tutti questi anni anni e giocarsi tutto in un pugno di minuti, non è giusto dare 18 ad una ragazza nervosa, anzi in preda al panico e non è giusto che i prof interni non ti difendano. (...) . Io mi sento un 67 ma so di non valere così poco.

Orale di maturità, la parola chiave è equilibrio

MATURITA' E' ANCHE SAPERSI VENDERE

L'esame di maturità è una prova che valuta lo studente a 360°. Ne valuta la maturità, appunto, non solo quello che ha imparato. Il voto viene dato a quello che si sa ma anche alla capacità di ragionare sulle cose, di collegare argomenti, di rielaborare quello che si è studiato ma valuta anche la capacità del maturando di interloquire con persone che non si conoscono, insomma, di affrontare anche situazioni come questa.

E' normale rammaricarsi per un voto basso, per il sopravvento dell'ansia su tutto il resto, per un esito che non era atteso ma anche questo fa parte dell'esame.
C'è chi esce con un voto più alto di quello che si sarebbe meritato in base al rendimento degli anni passati, in base all'esito degli scritti... ma sono persone che hanno saputo vendersi bene, anzi meglio e anche questo viene valutato all'esame di Stato.

Il voto non conta poi molto se dopo la maturità si proseguiranno gli studi ma da questo esame si impara tanto: ad esempio che nella vita "l'abito fa il monaco", che è importantissimo sapersi vendere, raccontarsi nel migliore dei modi. Nella vita sarà così per tutti e ovunque, all'università come ai colloqui di lavoro: questa è una delle prime lezioni della vita, e si impara all'esame di maturità.