Almalaurea, il rapporto università 2012: i laureati italiani sono così

Di Tommaso Caldarelli.

Almalaurea, il rapporto università 2012: i laureati italiani sono così. Più giovani, più disponibili, cercano stabilità e appagamento

Almalaurea, ecco il rapporto 2012 sull'università italiana: così sono gli universitari del nostro paese. Il più fedele specchio dell'istruzione superiore italiana è tornato a descriverci l'università del nostro paese e, più nello specifico, i suoi laureati. Chi sono, come sono, quanti anni hanno, che sogni hanno e cosa vogliono. Il Rapporto è stato presentato oggi allo IULM di Milano, e al suo interno trovano spazio dei dati abbastanza incoraggianti e positivi.

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LAUREATI IN TEMPO? - Innanzitutto secondo l'indagine i laureati italiani sono più giovani: è finito il tempo dei fuoricorso a tutti i costi, sopratutto per quanto riguarda il primo "scalino" della laurea, ovvero la cosiddetta triennale.

Tra i laureati di primo livello, la regolarità negli studi riguarda una quota elevata di laureati: 39,5% (complessivamente 64% entro un anno di ritardo).

In effetti, dipende molto dagli studi, scrive la Stampa: i più in tempo sono i laureandi delle professioni sanitarie, sistematicamente fuoricorso vanno invece gli iscritti in materie giuridiche e in quelle del comparto scientifico-geologico, e i più ritardatari sono i laureandi in architettura. Quasi tutti gli studenti laureati in un percorso di studi di base, in una laurea triennale, proseguono gli studi (76%), particolarmente se vengono da famiglie agiate o, al contrario, da zone del paese più problematiche.

L'ITALIA E' ULTIMA IN EUROPA PER I LAUREATI -->>

COSA SOGNANO - I desideri dei laureati?

Crescono in misura molto rilevante la richiesta di stabilità e di sicurezza del posto di lavoro (soprattutto fra i laureati di primo livello), la possibilità di fare carriera e il desiderio di avere un’occupazione caratterizzata da ampi margini di autonomia.

I laureati, i nuovi lavoratori, si dicono disponibili anche ad effettuare "frequenti trasferte di lavoro" e persino a trasferirsi in altri luoghi del paese, pur di avere un lavoro, così come aumenta la disponibilità per lavori a tempo determinato o Part-Time. Risulta poi che "il 55% dei laureati ha fruito del servizio di mensa-ristorazione erogato dall’organismo per il diritto allo studio, il 39% ha utilizzato il prestito libri e il 22% ha beneficiato di una borsa di studio (ma 27% nelle sedi meridionali)".