Al lavoro invece che a scuola. Cambia la legge e i quindicenni svogliati potranno optare per la bottega

Di Marta Ferrucci.

L'apprendistato potrà valere come ultimo anno della scuola dell'obbligo. E' quanto dispone un emendamento di Giuliano Cazzola al Ddl sul lavoro

A scuola bisogna andarci fino a a 16 anni ma un emendamento al nuovo Ddl sul lavoro aggirerà la legge. L'emendamento Cazzola al Ddl sul lavoro prevede infatti che già a 15 anni si possa entrare nel mondo del lavoro trasformando l'ultimo anno della scuola dell'obbligo in apprendistato.

Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare, aveva lanciato la proposta già alla fine dello scorso anno e la Gelmini si è detta daccordo con un'iniziativa che "permetta un rapido inserimento dei giovani nel mondo del lavoro".

Insomma gli studenti svogliati non avranno più scuse e se non amano stare sui libri potranno andare a bottega.

Esulta la Confartigianato:"Abbiamo trovato con il ministro Sacconi una comunanza di vedute - ha dichiarato il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini - , che va nella direzione da noi indicata già da tempo: riportare attenzione su un meccanismo, l’apprendistato, che era stato “scolarizzato” dai governi precedenti e ora viene rimesso nel luogo dove deve stare, l’impresa".

Numerose proteste sono arrivate dall'opposizione che denuncia l'allontanamento dell'Italia dai livelli di istruzione previsti dal trattato di Lisbona e dell'Unione Europea che chiede invece di investire sulla formazione scolastica dei giovani. Anche gli ultimi studi Ocse e della Banca d'Italia raccomandano di investire in istruzione, mettendo in evidenza i benefici legati ad una maggiore preparazione.

"Il Ministro sacconi ha deciso di fare carta straccia dell'obbligo scolastico" ha dichiarato l'ex Ministro dell'Istruzione Fioroni.

"L'emendamento Cazzola al ddl lavoro che introduce la possibilità di assolvere l'obbligo scolastico nell'apprendistato traduce in legge la proposta di Sacconi di qualche settimana fa di mandare i giovani a raccogliere le arance al posto degli immigrati a Rosarno" è stato il commento della Rete degli Studenti Medi. "La Gelmini parla di riforme rivoluzionarie, noi preferiamo parlare di un salto indietro epocale. Al nostro Paese servirebbero un sistema efficace di diritto allo studio e un investimento in scuola, università e ricerca al pari degli altri Paesi europei. Ma il governo ha in serbo un altro disegno di futuro in cui regnano la precarietà, la povertà, il lavoro nero e le disegualianze".

"Siamo decisamente contrari. Prevedere questo - ha dichiarato Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil - significa mettere in discussione l'essenza stessa dell'obbligo scolastico che va assolto nei percorsi di istruzione e formazione, e non attraverso l'apprendistato che nella maggior parte dei casi si traduce in un lavoro vero e proprio dove di apprendimento c'è ben poco".

"L'emendamento è stato approvato frettolosamente e senza consultare le parti sociali", ha ribadito Giogrio Santini della Cisl.
Ma a parte le singole posizioni politiche c'è un rischio concreto, quello del conflitto tra le norme che stabiliscono l'obbligo scolastico e la nuova disposizione.

Foto da Greenjobsphilly.org