Addio alle tesi nei corsi triennali

Di Valeria Roscioni.

Se ti iscrivi a una triennale puoi diventare dottore anche senza la tesi finale. L’Università di Palermo riscrive le regole per i laureandi

Regione che vai, Università che trovi. Questa la dura vita dello studente ai tempi dell’autonomia degli atenei. Così, se in tutta Italia al termine della laurea triennale per diventare dottori a tutti gli effetti c’è bisogno di scrivere una tesi di laurea all’Università di Palermo, a partire dalla sessione estiva del prossimo anno di studi (2013-2014), non sarà più così.

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Il Senato accademico ha infatti deliberato che al termine della così detta laurea breve la prova finale consisterà o in un test scritto a risposte aperte, o in un elaborato lungo al massimo trenta cartelle valutato da un’apposita Commissione o, infine, in entrambe le cose se il Consiglio di laurea lo riterrà opportuno.

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“Con questa delibera – dice il prorettore vicario Vito Ferro – il Senato ha inteso ristabilire la differenza, prevista dalle norme vigenti, esistente tra la prova finale, cui corrisponde un’attribuzione da 3 a 6 crediti formativi, e la tesi di laurea magistrale che deve avere il requisito di originalità e che ha un’attribuzione in crediti che può raggiungere anche i 40 crediti formativi. L’ateneo si doterà anche di un software anti-plagio per la verifica dell’originalità del testo della laurea magistrale”.

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La prospettiva è davvero interessante, il punto sta nel capire se anche gli altri Atenei italiani si adegueranno o se la decisione di Palermo resterà un unicum creando, di fatto, una certa disparità tra i suoi studenti e quelli frequentanti le stesse facoltà ma in Università diverse.