Maturità 2009: la traduzione di Latino

Di Barbara Leone.

Traduzione dei paragrafi 88 e 89 tratti dal Libro I del De Officiis di Cicerone, che sono stati assegnati alla seconda prova della Maturità 2009 del Liceo Classico. Nell'opera Cicerone parla dei doveri a cui ogni uomo deve attenersi dal momento che fa parte di uno stato. L'opera è stata composta alla fine del 44 a.C. ed è l'ultima opera dell'autore latino. L'opera è un trattato di etica pratica ed ha un tono precettistico che non si ritrova nelle altre opere di stampo filosofico di Cicerone

88. Non bisogna ascoltare coloro i quali credono che dobbiamo adirarci fieramente con i nostri nemici e anzi vedono appunto nell’adirarsi il carattere distintivo dell’uomo magnanimo e forte: no, le virtù più belle, le virtù più degne di un uomo grande e nobile sono la mitezza e la clemenza. Negli Stati liberi in cui regna l’uguaglianza del diritto bisogna anche dare prova di una certa arrendevolezza e di quella che è solita chiamarsi padronanza di sé per non incorrere nell’accusa di inutile e odiosa scontrosità se ci capita di adirarci con visitatori inopportuni o con sollecitatori sfrontati. E tuttavia la mite e mansueta clemenza è degna di lode solo a patto che per il bene superiore dello Stato si adoperi anche la severità senza la quale non esisterebbe nessun governo. Ogni punizione e ogni rimprovero però, devono essere privi di offesa e mirare non alla soddisfazione di colui che punisce o rimprovera, ma solo al vantaggio dello Stato.

89. Bisogna anche stare attenti che la pena non sia maggiore della colpa e che non avvenga che per le medesime ragioni alcuni siano duramente puniti, altri neppure richiamati al dovere. E’ da evitare soprattutto la collera nell’atto stesso del punire: chi si accinge al castigo in preda alla collera non manterrà mai quella giusta via di mezzo che intercorre fra il troppo e il poco, metodo che piace tanto ai Peripatetici ed è giustamente gradito, ma poi non dovrebbero lodare l’ira dicendo che essa è un utile dono della natura. No, l’ira deve essere tenuta lontana in tutte le cose e bisogna fare in modo che i governatori dello Stato assomiglino alle leggi che sono spinte a punire non per impeto d’ira, ma per dovere di giustizia.