12 anni di 3+2. Il bilancio della riforma Berlinguer

Di Valentina Vacca.

Sono passati 12 anni dell'introduzione del 3+2 nelle università italiane e qualche giorno fa nel Rapporto nuovi laureati tenutosi a Roma si è parlato degli aspetti positivi e negativi introdotti da questa riforma

Che cosa ha portato la Riforma del 3+2 introdotta nel 2000 da Berlinguer? Se n'è parlato qualche giorno fa a Roma all'interno del Rapporto nuovi laureati, occasione durante la quale sono stati sviscerati tutti gli aspetti positivi e negativi che questa Riforma ha portato nell'arco di 12 anni di applicazione.

Quali sono gli aspetti positivi? Innanzitutto un significativo aumento dei laureati: dai 161 mila del 2008 si è passati ai 208 mila del 2010. Come nota positiva è stata messa in evidenza anche la velocità con cui si può conseguire ora un titolo: 26 anni per i triennali, 27 per le magistrali contro i 28-29 anni del 2000.

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Altra nota positiva riguarda i ceti sociali dei laureati: col 3+2 infatti risulta che oltre il 70% dei giovani porta a casa il titolo di laurea per la prima volta all'interno della sua famiglia. L'università quindi col 3+2 parrebbe aver permesso anche ai meno abbienti di conseguire la laurea. Ma, come dice il proverbio, non è tutto oro quel che luccica.

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Gli aspetti negativi? Col 3+2 i laureati guadagnano meno, vuoi per la presenza di contratti più flessibili e più precari, vuoi perché parrebbe che la preparazione sia molto più labile rispetto a quella di coloro che conseguivano il titolo col vecchio ordinamento. Quest'ultimo punto è strettamente relazionato alla bassa percentuale di guadagno in più che i laureati avrebbero rispetto ai diplomati: nel 2000 infatti un laureato incassava circa il 20% in più rispetto a un diplomato, percentuale che ora si è abbassata al 7%.

Studenti.it si permette di fare un'analisi oggettiva, che a nostro parere porterebbe alla confutazione di quanto di positivo sarebbe emerso nel Rapporto nuovi laureati.

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1. Aumento dei laureati: a nostro avviso si tratta di un aumento solo apparente. Infatti i dati del 2010 prendono in esame anche i laureati triennali. Con la creazione delle lauree triennali è ovvio che si hanno più laureati, ma si dimentica un punto molto importante: questi non potranno mai essere paragonati ai laureati col vecchio ordinamento del 2000, poiché purtroppo la laurea triennale è una laurea a metà che ai fini della ricerca del lavoro vale quanto un diploma. Sarebbe stato meglio fare, a nostro avviso, la stima del numero dei laureati prendendo in esame solamente quelli magistrali.

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2. Velocità di conseguimento del titolo: anche in questo caso la velocità è solo apparente. Infatti il 3+2 ha portato gli studenti alla stesura di due tesi di laurea. Avere 26 anni al conseguimento di una laurea triennale è completamente fuori dai canoni europei, dove i ragazzi laureati col Bachelor (ossia con la triennale) hanno in media 21-22 anni. Questo significa che le università italiane, sempre restie alle innovazioni e ai cambiamenti, sono rimaste ancorate al vecchio sistema e non hanno di certo rinnovato la loro offerta formativa.

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3. Peggioramento della qualità dell'istruzione: gli studenti del 3+2 hanno avuto nei loro piani di studio gli esami fondamentali (presenti anche nel vecchio ordinamento) più tutta una serie di esamini assolutamente inutili che prima erano del tutto inesistenti. Questo ha generato un netto abbassamento della qualità nella preparazione dei laureati, poiché col 3+2 gli esami sono raddoppiati, generando quindi un carico di studio maggiore. Si è venuta a creare quindi, fra i laureati del 3+2 questa situazione: memorizzazione di una serie di nozioni, troppe nozioni, che poi si è finito col dimenticare appena dopo l'esame. Nel vecchio ordinamento invece vi era un maggiore approfondimento di quelli che erano gli esami fondamentali, quindi i vecchi laureati, avendo avuto la possibilità di focalizzare la loro attenzione solamente su quello che in realtà era necessario sapere, risultano più preparati.

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Di chi è la colpa? Delle università indubbiamente. Se esse avessero seguito alla lettera i modelli europei del 3+2, questa sarebbe stata una riforma davvero importante e produttiva. Purtroppo però, vuoi per lo stile italiano restio ai cambiamenti, vuoi perché i professori del nostro paese sono molto più anziani ( e quindi più chiusi verso le novità e la modernità nell'ambito dell'istruzione) rispetto ai loro colleghi europei, il 3+2, a nostro avviso, è stato la rovina dell'istruzione. UNIVERSITA': COSA CHIEDERESTI AL MINISTRO PROFUMO? >>

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